Come le credenze cambiano la percezione della realtà

Quando il poeta è cieco e la poetessa è una vedente

(I dieci ostacoli che ci ha lasciato Omero o piccolo vademecum per la depatriarcalizzazione del pensiero occidentale)

La poesia classica greca arrivata fino a noi, quella che esalta la civiltà e la virilità della guerra, attraverso i corpi perfetti degli atleti guerrieri che perdono la bella giovinezza aiutati o intralciati da Dei in preda a passioni altrettanto umane e bestiali, è quella su cui si fondano alcuni degli ostacoli più grandi alla mente irrazionale e al corpo magico, strumenti con cui gli esseri umani possono accedere a un altro livello di conoscenza e di coscienza.

Primo ostacolo : la descrizione !

Descrivere un avvenimento necessita sempre di un punto di vista, che costruisce una sequenza con un prima, un durante e un dopo. Questo procedimento poco ha a che fare con la sincronicità della poesia o con il tempo sacro della profezia, che anticipa gli eventi.

La descrizione è il primo ostacolo e la prima credenza limitante della mente razionale , infatti ogni narrazione degli eventi è un atto puramente creativo, perché il punto di vista di chi descrive è sempre soggettivo e mette insieme sequenze in base alla sua sensibilità e percezione della realtà o al suo preciso scopo di manipolarla.

Secondo ostacolo : il protagonista !

Il protagonista o l’eroe di un racconto catalizza l’attenzione e l’energia di chi partecipa all’azione, leggendo e immaginando. Così nel pensiero razionale si crea una programmazione che spinge sempre ad identificarsi con il vincitore, mentre tutti gli altri personaggi sono solo funzionali alla sua luce o alle sue ombre. L’eroe patriarcale vive dentro ognuno di noi con le sue gambe d’argilla e fa la guardia all’entrata del paradiso che nel corpo magico si chiama « disidentificazione ». Quando riusciamo ad entrarci, qualcosa in noi si placa, non dobbiamo più dimostrare niente a quella interna platea giudicante che non si perde un colpo delle nostre azioni. Finalmente non sappiamo più chi siamo e a quel punto siamo possiamo sostenere il vero ponte con tutte le Forze Naturali.

Terzo Ostacolo : la guerra !

Possiamo creare dal nulla, ma solo a partire dalla bellezza. La guerra prima di Omero non esisteva in quanto tale : bella, esaltante, avvincente come un gioco, complessa e intrigante come un trofeo da conquistare. Le motivazioni, i tempi e le modalità della guerra sono nobili, avvincenti e codificate in eleganti movenze e regole, come i giochi olimpici. Il gioco e la guerra si aggregano per sempre nella mente razionale, creando un piacere intenso che a volte è aumentato dal dolore e dallo sfarzo del lutto. La pace allora diventa un’utopia della mente irrazionale, e da allora una irrealtà che neanche gli Dei si possono permettere.

Quarto Ostacolo : Elena !

Quale parte della nostra mente è Elena ? Quella per cui l’estrema bellezza è solo foriera di disgrazia e portatrice di tragedia ? E’ la parte feminile, che preferirà oscurarsi piuttosto che mostrarsi per non scatenare un maleficio e che porta in sé insieme l’innocenza e la colpa. La parte che attira la calamità senza possibilità di essere redenta né mai completamente perdonata. Così la mente razionale associa la grazia alla disgrazia. Il corpo magico invece è solo grazie alla vibrazione della grazia che accede alle porte della vera Realtà.

Quinto Ostacolo : il cavallo di Troia

Il dono fatale, il dono che inganna portatore di sconfitta e morte è un ribaltamento del simbolo del dono come portatore di armonia, forza e benevolenza, ascolto e comunicazione con le Forze naturali. E’ sottile il danno di questo dono avvelenato che circola dentro il nostro sistema di pensiero e ci fa stare in allerta non solo rispetto a quello che diamo ma anche e sopratutto a quello che riceviamo. Per la mente razionale aprirsi per ricevere è quindi pericoloso il nemico è in agguato. Il corpo magico, se non riceve rimane separato dall’abbondanza e può solo vivere di piccoli espedienti, spesso, oscuri.

Sesto ostacolo: l’aldi là !

La discesa agli inferi che troviamo in Omero è una versione manipolata di una tradizione molto più antica che è quella della discesa della Dea Inanna nel mondo dei morti. Tutta la simbologia sul pellegrinaggio interiore alla caccia delle proprie ombre e la necessità della morte interiore scompare, lasciando il posto solo a una scenografia che fa da sfondo a un piccolo teatro personale che tanto influenzerà tutto l’immaginario medievale. L’al di là da allora sarà il dominio della paura o del castigo e sopratutto sarà solo appannaggio dei morti, mentre per la mente irrazionale il mondo visibile è solo uno « stato » del Mondo. L’al di là e l’al di quà sono forme personali dell’Essere che cambia continuamente e il corpo magico può passare dall’uno all’altro e abitarle entrambe. Solo così sarà completo.

Settimo Ostacolo : l’odissea !

Che il nostro viaggio terreno sia il bersaglio di forze oscure ci rende facile cadere nel gioco dei perseguitati o dei perseguitori. Vittime o carnefici del nostro destino, stabiliamo una relazione di lotta con l’ambiente circostante : lotta per la sopravivvenza, lotta contro un nemico (interno o esterno), lotta contro le circorstanze avverse. La mente razionale combatte fino all’ultimo sangue contro il fato e vorrà costruire solide basi per negare la sua esistenza o garantirsi di essere l’unica del suo viaggio. Il corpo magico invece sa che non è fuori bensì dentro la grande avventura. E che quando si maneggia il timone interno non c’è battaglia che serva, in quanto siamo i creatori della nostra via.

Ottavo Ostacolo : le categorie di giudizio !

Come non cadere nei « buoni o cattivi » se creiamo i nostri primi strumenti di conoscenza della realtà  educati alla polarità permanente? Abbiamo trasferito la nostra percezione della realtà dal sentire al piano astratto, quello del giudizio, e poi abbiamo abbandonato i nostri sensi, smettendo di fidarci di loro, non dandogli importanza, lasciando la mente razionale e giudicante da sola a gestire tutta l’interpretazione dei fatti. Se ciò che è bello è anche ciò che è giusto, è facile essere disonesti verso sé stessi e non accorgerci della falsità delle nostre imprese. La mente irrazionale accetta il bello e il brutto e sa che la giustizia è un principio naturale più grande dell’Umano e che non può essere compreso, appartiene solo al sentire del corpo magico, che cresce e si evolve con esso.

Nono ostacolo : la creazione dell’illusione !

Il canone e il modello generano l’imitazione, la copia e la ripetizione. Così l’originale si svuota del suo reale potere (che gli viene dal fatto che costituisce un nuovo ordine della creazione) ma si riempie di un grande magnetismo, che è quello dell’attrazione, tipico dell’illusione. Invece che incoraggiare la creazione originale, di cui il corpo magico e la mente irrazionale si nutrono, la mente razionale produce dei modelli da imitare per poterli controllare e riprodurre all’infinito, dissolvendo la vera forza, che la mente irrazionale chiama Luce e generando dipendenza (che per chi la può sfruttare è una grande fonte di guadagno).

Decimo ostacolo : La cecità di Omero !

Il vero cieco è un poeta che vede la realtà solo attraverso le proprie credenze. Non si questiona sulla conoscenza che ha trovato pronta per essere assimilata alla sua nascita e cammina nel mondo accompagnato dal suo cane fedele, il giudizio, con cui attraversa le strade di ogni epoca senza tante difficoltà perché la mente razionale ha creato ponti e muri solidi per il suo passo nel vuoto. La veggente è una poetessa che si è nascosta profondamente nei meandri della nostra cecità e che ha potuto demolire le credenze con cui è venuta al monto. Vive nel corpo magico e modifica la realtà con le sue percezioni, conosce la felicità e crea una dimensione originale in cui il suo Essere vede e provvede.

Ana Cuenca